Come utilizzare le mascherine in modo efficace

Mascherine

Non credi che sia indispensabile sapere precisamente come e quando una mascherina perde la sua efficacia?

L’OMS

Secondo L’OMS le mascherine sono utili per non diffondere il virus se indossate da persone malate, sottolineando che non ci sono prove scientifiche del fatto che le mascherine aiutino una persona sana a evitare il contagio.

E continua specificando come dovrebbero essere utilizzate le mascherine e con quali precauzioni e lancia avvertimenti chiari sul senso di sicurezza effimero che potrebbe instillare nelle persone.

Conclude dicendo <<esistono prove limitate che indossare una mascherina da parte di individui sani nelle famiglie o tra i contatti di un paziente malato o tra chi si trova in posti con altre persone possa essere utile come misura preventiva>>.

TIPOLOGIE DI MASCHERINA, QUALI PROTEGGONO DAVVERO?

Il Covid19 ha una dimensione che va dai 100 ai 150 nanometri di diametro e si trasmette mediante goccioline (droplets) delle secrezioni di naso e bocca che vengono emanate durante la normale respirazione, quando si parla, e in grandi quantità in caso di tosse e starnuti. In particolare, lo starnuto può spingere queste goccioline fino a 4 metri. 

Detto questo dobbiamo fare una giusta divisione delle mascherine, da quelle  che possono proteggere noi, quelle utili a proteggere gli altri e quelle utili a proteggere sia noi che gli altri.

Tipologie di mascherine

Le Mascherine Chirurgiche

Sono generalmente formate da due o tre strati di tessuto non tessuto(Tnt)costituito da fibre di poliestere o polipropilene. Lo strato esposto all’esterno è formato da un materiale di tipo spun bond con eventuale trattamento idrofobo, che ha la funzione di conferire resistenza meccanica alla mascherina e proprietà idrofoba. Lo strato intermedio è costituito da Tnt prodotto con tecnologia melt blown e costituito da microfibre di diametro 1-3 micron; questo strato svolge la funzione filtrante.

Capacità filtrante: pressoché totale verso l’esterno (superiore al 95% per i batteri), mentre hanno una ridotta capacità filtrante dall’esterno verso chi le indossa, di circa il 20%, principalmente dovuta alla scarsa aderenza al volto.

A che cosa servono: se ben indossate, sono molto efficaci nell’impedire a chi le indossa di contagiare altre persone, come dimostrato da un recente studio di Nature Medicine. Ma le mascherine chirurgiche non garantiscono una protezione elevata nei confronti del virus che proviene dall’esterno, proprio perché non aderiscono bene al volto e non trattengono le particelle molto fini.

I filtranti facciali FFP1, FFP2 e FFP3

Nate come maschere di protezione individuale in campo industriale per proteggere da fumi, nebbie e polveri.

I filtri facciali si sono adattati anche all’uso sanitario perché il materiale che li costituisce, ha un’alta capacità di filtraggio dell’aria.

Capacità filtrante delle FFP senza valvola

FFP1: dall’esterno verso l’operatore e viceversa è del 72%. 

 

FFP2: la capacità filtrante in entrambe le direzioni è del 92% e le dimensioni dei pori filtranti sono più grandi di quella del virus, ma bloccano le particelle con l’effetto elettrostatico della parte interna della mascherina, come accade nella maggior parte dei casi. E devono essere sostituite meno di frequente, perché il potere filtrante si conserva. 

 

FFP3: hanno una capacità filtrante verso l’interno ed esterno pari al 98%. Sono quelle che proteggono in modo quasi totale, perché i pori filtranti sono più piccoli del virus. Controindicazioni: possono essere mal tollerate da chi li indossa, perché si accumula all’interno della mascherina l’aria espirata. Inoltre, l’umidità della maschera ne riduce il potere filtrante in entrata e, pertanto, devono essere cambiate frequentemente.

Capacità filtrante delle FFP con valvola

Hanno la caratteristica di consentire una agevole respirazione, ma proteggono chi le indossa e non gli altri, perché attraverso la valvola esce il respiro e quasi tutto quello che c’è dentro.

Le FFP1 hanno una capacità filtrante in entrata del 72%. 

Le FFP2 del 92%, mentre le FFP3 del 98%. In uscita filtrano non più del 20%, quindi non dovrebbero essere usate dalla popolazione generale al di fuori dell’ambiente ospedaliero, perché le persone infette (quindi anche gli asintomatici) che le indossano potrebbero trasmettere la malattia ad altre persone.

IN CONCLUSIONE

Le mascherine devono essere indossate dai malati di coronavirus e da chi si prende cura di loro, come i sanitari o le persone che li assistono. 

I malati devono indossare mascherine chirurgiche, i sanitari o assistenti mascherine FFP2 e FFP3 (si veda sopra). Le mascherine chirurgiche possono proteggere anche gli immunodepressi che sono a rischio di contrarre malattie e più esposti alle infezioni.

Ricordando che la migliore prevenzione sarà sempre quella di mantenere la distanza minima di sicurezza, di rispettare il più possibile le norme base di igiene e di sviluppare, un buon senso, più acuto possibile.

A cura di Francomaria Mazzi

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